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	<title>Oltre lo sguardo</title>
	
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	<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 15:22:28 +0000</pubDate>
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		<title>È normale</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 15:40:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kristalia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Microstorie]]></category>

		<category><![CDATA[scarabocchi nell'anima]]></category>

		<category><![CDATA[Il racconto]]></category>

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		<description><![CDATA[Io lo so perché.
Lo so, perché questo mondo non sa ascoltare, non sa leggere, non sa capire.
Andare oltre le parole vuol dire andare oltre l&#8217;apparenza. È faticoso, pure noioso.
C&#8217;è rumore, il rumore anche delle parole: chi sa parlare sa comunicare e in questo mare profondo di superficialità, chi sa parlare sa incantare.
Non contano i contenuti, o meglio, con le parole i contenuti possono essere fittizi, come un poeta incanta i suoi lettori con la lirica del suo sublime annerire la carta, allo stesso modo, il cantore incanta la platea con ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="il racconto " href="http://www.stratisustrati.com/blog/polvere-160/" target="_blank">Io lo so perché.</a></p>
<p>Lo so, perché questo mondo non sa ascoltare, non sa leggere, non sa capire.<br />
Andare oltre le parole vuol dire andare oltre l&#8217;apparenza. È faticoso, pure noioso.<br />
C&#8217;è rumore, il rumore anche delle parole: chi sa parlare sa comunicare e in questo mare profondo di superficialità, chi sa parlare sa incantare.</p>
<p><span id="more-173"></span>Non contano i contenuti, o meglio, con le parole i contenuti possono essere fittizi, come un poeta incanta i suoi lettori con la lirica del suo sublime annerire la carta, allo stesso modo, il cantore incanta la platea con versi suggestivi. Che importa se nella realtà è diverso, se ciò che traccia sul foglio immacolato è puro frutto di immaginazione.<br />
Anzi, tanto più riesce con la parola - verbale o scritta - tanto più copre le sue lacune reali.<br />
Quanti esempi di persone dai nobili gesti, che tali restano, però.<br />
Abbiamo costruito e stiamo consolidando una società irreale, virtuale.</p>
<p>E chi non parla?<br />
Chi non sa usare l&#8217;arte affabulatoria?<br />
Ahi meschino, che inutilità!<br />
Parole urlanti chiede la sorda società, vere o false, la discriminante è irrilevante.<br />
Parole urlanti che urlano anche quando sussurrano. Basta saperle pronunciare, comporre armoniosamente.<br />
Il resto è noia e chi tace acconsente.</p>
<p>È normale, in questa società, diventare invisibili, trasparenti: se non urli non ti &#8220;vedono&#8221;.  Se non sai comunicare non esisti, a nulla servirà il tuo cuore e i tuoi contenuti.  Sei un contenitore pieno, troppo pieno di cose vere per essere aperto.</p>
<p>È normale che l&#8217;apparenza conti più dell&#8217;essenza.</p>
<p>È normale diventare anoressici in questo mondo che adula l&#8217;immagine, la facciata, un corpo statuario, un contenitore simil-vuoto. Una mano che sa scrivere bei versi, una suggestiva lirica, o una bocca che sa parlare, sopravvive, se non emerge.<br />
Se non sai urlare, sei invisibile, non esisti e tutto il resto è noia.</p>
<p>È normale volersi stordire, massacrare prima che lo facciano gli altri, se non altro, per il privilegio di scegliere lo strumento di annientamento.<br />
Lascia stare, non sforzarti di capire, non ti crucciare.</p>
<p>È normale che dove finiscano i tuoi pensieri, debba in qualche modo iniziare una corda.<br />
Sì, è normale che il tuo pensiero muto,<a href="http://www.stratisustrati.com/blog/polvere-160/"> incontri prima o poi una corda</a><a title="Polvere eri" href="http://www.stratisustrati.com/blog/polvere-160/">.</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>L’incontro</title>
		<link>http://www.stratisustrati.com/blog/lincontro-174/</link>
		<comments>http://www.stratisustrati.com/blog/lincontro-174/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 18:29:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duval</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[uomini allo specchio]]></category>

		<category><![CDATA[i racconti di]]></category>

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		<description><![CDATA[Racconto di Duval
Non s’era mai tirato indietro, José Capablanca, davanti a una tentazione dei sensi. Spesso, anzi, era stato lui ad attizzarla per farla avvampare …
Epperò stavolta Aljechin, fosse stato al suo posto, sarebbe stato più svelto, avrebbe affondato d’impulso le mani nel buio, senza nemmeno chiedersi se di giovane o vecchia la gamba che premeva contro la sua e s’intuiva soffice, lunga, nel fodero di seta aderentissimo che la fasciava; salvo là dove una minima increspatura della gonna dava segno d’un reggicalze e irritava il fianco dell’uomo, contagiandogli un ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Racconto di Duval</h2>
<p>Non s’era mai tirato indietro, José Capablanca, davanti a una tentazione dei sensi. Spesso, anzi, era stato lui ad attizzarla per farla avvampare …</p>
<p>Epperò stavolta Aljechin, fosse stato al suo posto, sarebbe stato più svelto, avrebbe affondato d’impulso le mani nel buio, senza nemmeno chiedersi se di giovane o vecchia la gamba che premeva contro la sua e s’intuiva soffice, lunga, nel fodero di seta aderentissimo che la fasciava; salvo là dove una minima increspatura della gonna dava segno d’un reggicalze e irritava il fianco dell’uomo, contagiandogli un tepore di sangue occulto e desiderabile …</p>
<p><span id="more-174"></span></p>
<p>“Che vuoi, come ti chiami?” bisbigliò lui … Ripeté la domanda. L’avesse o no udita, la donna rimase zitta, bensì si levò dardeggiandogli nel partire un palese invito a seguirla che d’istinto egli raccolse …</p>
<p>Andavano dunque così, senza dirsi nulla, ed era lei che guidava lui, come la mano d’un giocatore dirige un pezzo. Questo gli venne in mente: d’essere un semplice pedone in una partita di cui ignorava i sottintesi e le regole …</p>
<p>C’era nella donna un che di bizzarro e fantastico, che non apparteneva certo alla qualità d’una adescatrice comune. Il suo mutismo, poi, quasi una caparbia saracinesca calata fra sé e il mondo, dava all’uomo un sentimento di deliziosa ansietà, che si augurava durasse il più a lungo possibile, senza scadere in nessuna certezza …</p>
<p>“Dove andiamo?” … Infine la donna parlò e indicava, volta a volta, con la mano il ristorante, il cabaret e sul muro una freccia che suggeriva un albergo: “Abbiamo tre scelte; cenare, ballare, fare all’amore. Io non ho preferenze, la tariffa non cambia”. Dalla voce José s’aspettava molto e non ebbe nulla … Quando rispose, disse: “Ho una quarta idea che comprende le tre: casa mia” …</p>
<p>Entrati in casa, a lei caddero subito gli occhi su un ritratto di donna sopra la mensola. “Tua moglie?” chiese con voce neutra e José: “No” mentì, chissà perché, e frattanto con una mossa furtiva mise a rovescio la cornice come per un futile impulso di cancellazione simbolica …</p>
<p>Ma la ragazza s’era già distratta, stupiva osservando nel salone l’ingombro di tre tavoli da scacchi … “Giochi da solo?” … “Non sono un gioco, gli scacchi” rispose José … “ … Sai cosa scrisse un poeta persiano tanti secoli fa? Che noi siamo solo pezzi da gioco mossi da un giocatore invisibile. Giochiamo una partita sulla scacchiera della vita e uno dopo l’altro torniamo in silenzio nella cassetta del nulla …”.</p>
<p>“Se così è”, scherzò Claudette, “io voglio essere la Regina!”.</p>
<p>Frammenti tratti da “Shah Mat. L’ultima partita di Capablanca” un testo incompiuto e inedito di Bufalino che, in occasione del decennale della morte, verrà ricordato con una edizione fuori commercio; sono solo  29 fogli. Bufalino immagina che Capablanca venga avvicinato in un cinema da una prostituta e la porti a casa sua. Ma invece di fare sesso si abbandonerà ai ricordi della propria vita.</p>
<p>A parte il mio amore per lo stupefacente italiano di Bufalino che sembra a volte attorcigliarsi in un groviglio linguistico per poi sciogliersi in maestose onde liriche, ho intravisto spunti interessanti per noi puttanieri.</p>
<p>La deliziosa ansietà dell’attesa, illusione cercata di qualcosa di nuovo, da prolungare prima che scompaia fatalmente nel “consueto già visto”.</p>
<p>Anche Claudette si fa pagare a tempo e non a prestazione; mangiare, ballare o scopare, stessa tariffa.</p>
<p>La negazione istintiva della moglie, ammissione di colpa irrazionale, e la cancellazione simbolica della fotografia come cancellazione di un remoto fastidio.</p>
<p>L’impegno programmatico di Claudette, a fronte della impossibilità (o inutilità?) di sfuggire alla sorte di pupazzo manovrato, di essere almeno “Regina”.</p>
<p>La diffusa consuetudine/necessità di raccontarsi, più urgente del sesso stesso; un tema da notti insonni.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Lezioni di sesso</title>
		<link>http://www.stratisustrati.com/blog/lezioni-di-sesso-171/</link>
		<comments>http://www.stratisustrati.com/blog/lezioni-di-sesso-171/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 06:34:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kristalia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Erotismo]]></category>

		<category><![CDATA[sesso]]></category>

		<category><![CDATA[sessualità]]></category>

		<category><![CDATA[uomini e donne]]></category>

		<category><![CDATA[giochi erotici]]></category>

		<category><![CDATA[uomo donna]]></category>

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		<description><![CDATA[Erotismo e orgasmo
No, per favore no, vi prego uomini, non prendete alla lettera le lezioni di sesso che circolano in rete.
Di manuali, insegnamenti, lezioni, siamo circondati, ma attenzione ad un importante avvertimento:
ogni donna è un mondo a sé (come lo è ogni uomo). 
Non si può leggere, imparare ed applicare quello che una donna dichiara di apprezzare e lo divulga come un prontuario medico.
Per favore, metteteci la vostra sensibilità, la vostra personalità, attenzione, ascolto, dialogo, ma non gesti da manuale se ambite ad un rapporto sessuale vivace, appagante, gioioso e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Erotismo e orgasmo</h2>
<p>No, per favore no, vi prego uomini, non prendete alla lettera le lezioni di sesso che circolano in rete.<br />
Di manuali, insegnamenti, lezioni, siamo circondati, ma attenzione ad un importante avvertimento:<br />
ogni donna è un mondo a sé (come lo è ogni uomo). </p>
<p>Non si può leggere, imparare ed applicare quello che una donna dichiara di apprezzare e lo divulga come un prontuario medico.<br />
Per favore, metteteci la vostra sensibilità, la vostra personalità, attenzione, ascolto, dialogo, ma non gesti da manuale se ambite ad un rapporto sessuale vivace, appagante, gioioso e perché no, memorabile.</p>
<p>Io ho conosciuto Dio sa quanti uomini e donne, e vi assicuro che ognuno è diverso da un altro, e meno male!<br />
Ho letto poco fa, alcune indicazioni che mi hanno gelata. Se un uomo si comportasse con me così come una signora ha suggerito, credo che interromperei subito l&#8217;idillio.</p>
<p>Eddai, l&#8217;erotismo ha mille sfumature, è cerebrale, non può essere gestito con un cronometro.<br />
Mi fanno paura i dispensatori di lezioni, i depositari del Verbo. Quelli che sanno tutto e possono smentire tutti con le loro certezze. Via via, scansare, alla larga. </p>
<p>Perbacco, io nella vita non ho letto un solo manuale, non ho chiesto pareri, non ho letto romanzi erotici (con una sola eccezione), e ho fatto impazzire quasi tutti gli uomini e le donne con cui ho fatto sesso. Come? Sono me stessa e sono sempre diversa. È come se il mio corpo si modellasse nelle mani dell&#8217;uomo che è con me, o donna, o coppia o chicchessia.<br />
Duttile in modo istintivo, mi lascio andare e agisco sotto la spinta della mia carica erotica. Sarà una questione di testa, o di una accentuata sensualità, o di un erotismo forte che si alimenta ancor più se il mio partner sa sorprendermi. E come potrebbe sorprendermi se si attenesse ad un decalogo?<br />
Questo significherebbe essere tanti robottini, dalla gestualità uguale e prevedibile. No, non siate prevedibili.</p>
<p>Osate, un po&#8217; di spregiudicatezza spesso agisce sul sistema simpatico facendo salire l&#8217;adrenalina&#8230; è l&#8217;effetto sorpresa, l&#8217;inatteso.  Ma per favore, salvatevi dai manuali e allenatevi piuttosto all&#8217;ascolto, alla percezione, cercando di catturare ogni vibrazione, ogni brivido&#8230; del/della partner.<br />
È questo l&#8217;unica lezione che ogni uomo e ogni donna dovrebbero apprendere. </p>
<p>Non sono presuntuosa e pertanto non scriverò né in questo blog né altrove, un decalogo o qualcosa di simile a lezioni che, oltretutto, ammesso abbiano una qualche utilità, tendono ad omologare. Vi piacerebbe essere il clone di un altro? Vi piacerebbe che la donna di cui siete innamorato vi confondesse con altri simili a voi? Giro la stessa domanda alle donne. </p>
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		</item>
		<item>
		<title>Cos’è il bondage?</title>
		<link>http://www.stratisustrati.com/blog/cosa-e-il-bondage-170/</link>
		<comments>http://www.stratisustrati.com/blog/cosa-e-il-bondage-170/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 23:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kristalia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Bondage]]></category>

		<category><![CDATA[Erotismo]]></category>

		<category><![CDATA[erotici]]></category>

		<category><![CDATA[erotismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Bondage è anzitutto una disciplina.
Ma il bondage è una parte di un ben più vasto settore ritenuto, a torto o a ragione, sesso estremo.  Però è meglio precisare che queste pratiche spesso escludono il rapporto sessuale, e non sempre l&#8217;erotismo è l&#8217;aspetto trainante. Dipende dagli attori in gioco.
Prima di ogni  considerazione, è bene chiarire i termini, e lo faccio avvalendomi del supporto del neuropsichiatra e psicoterapeuta Francesco Giubbolini, che sul bondage ha scritto alcuni articoli, di cui riporto un estratto.

Gli acronimi: BDSM (Bondage sadomaso), SM (Sadomaso), B&#38;D (Bondage &#38; ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="font-size: small;">Il Bondage è anzitutto una disciplina.</span></h2>
<p>Ma il <em>bondage</em> è una parte di un ben più vasto settore ritenuto, a torto o a ragione, sesso estremo.  Però è meglio precisare che queste pratiche spesso escludono il rapporto sessuale, e non sempre l&#8217;<em>erotismo</em> è l&#8217;aspetto trainante. Dipende dagli attori in gioco.<br />
Prima di ogni  considerazione, è bene chiarire i termini, e lo faccio avvalendomi del supporto del neuropsichiatra e psicoterapeuta <a title="sito di F. Giubbolini" href="http://www.studiopsicoterapia.si.it/" target="_blank">Francesco Giubbolini,</a> che sul <em>bondage</em> ha scritto alcuni articoli, di cui riporto un <a title="Bondage Bdsm - " href="http://vitadicoppia.blogosfere.it/2007/07/bdsm-bondage.html" target="_blank">estratto.</a></p>
<p><span id="more-170"></span></p>
<blockquote><p>Gli acronimi: <strong>BDSM</strong> (<em>Bondage sadomaso</em>), <strong>SM</strong> (<em>Sadomaso</em>), <strong>B&amp;D (</strong><em>Bondage</em> &amp; Disciplina), <strong>D&amp;S</strong> o <strong>DS</strong> (dominazione e sottomissione) indicano un complesso di pratiche relazionali e/o erotiche e/o preferenze sessuali. Queste pratiche, che considerate al di fuori di un contesto consensuale sono giustamente considerate una perversione,  sono nel <strong>BDSM </strong>fonte di soddisfazione reciproca, e strumento di costruzione di un rapporto interpersonale.</p>
<p>Il BDSM si caratterizza e si distingue dall&#8217;attuazione patologica e non consensuale del sadomasochismo per diverse ragioni:</p>
<p>La <em>consensualità</em>: qui il &#8220;sottomesso&#8221; &#8220;acconsente&#8221; di essere tale, e i limiti e le regole del rapporto sono definite sulla base di un accordo paritario accettato da ambo le parti pienamente consapevoli in modo consensuale.</p>
<p>L&#8217;uso della <em>&#8220;safe word&#8221;</em> (o &#8220;parola di sicurezza&#8221;) che dà la possibilità al partner passivo di interrompere il gioco in qualsiasi momento. In alcuni casi la safe word è sostituita da un gesto fisico preventivamente concordato (es.: alzare o aprire la mano, lasciar cadere un oggetto etc.), soprattutto in quelle scene o giochi BDSM in cui il sottoposto è fisicamente impedito nella parola. È necessaria una parola o segnale ben preciso e concordato in anticipo, perché esprimere semplice diniego può fare parte integrante del ruolo di vittima prescelto e non essere interpretato dal dominante come un rifiuto reale.</p>
<p>La <em>flessibilità nei ruoli</em>: nel BDSM ognuno è libero di scegliersi il ruolo che trova più congeniale e anche cambiare questo nel corso del tempo o a seconda del partner, se lo sente necessario. Di norma ciascun ruolo è espressione di una inclinazione personale destinata a essere duratura nel tempo, anche se può evolvere.</p>
<p>La <em>soddisfazione reciproca</em>: lo scopo è un&#8217;interazione bidirezionale positiva per entrambi.</p>
<p>I principi fondamentali per la sicurezza delle sue pratiche possono essere riassunti con un la formula <em>Safe, Sane, Consensual</em> che può essere tradotta in italiano con <em>Sicuro - Sano - Consensuale</em>.</p>
<p>Sono uno psichiatra, e immagino che debba rispondere all&#8217;eventuale domanda di chi mi legge:</p>
<h3>il BDSM è una perversione?</h3>
<p>Credo di no. Non obbligatoriamente. Credo sia davvero, semplicemente, una sottocultura. In mancanza di meglio, evidentemente. Un gioco, per adulti.<br />
Può - naturalmente - essere anche una perversione, come molte altre cose.</p>
<p>Ma ricordo un articolo, non so più chi l&#8217;avesse scritto, né quale fosse il tema principale, che parlava del sadomasochismo, quello vero: che è quello che si ritrova, spesso, nei rapporti &#8216;normali&#8217;, quotidiani, in quella silenziosa violenza che si esprime, il più delle volte, senza dover ricorrere a maschere e catene. Nel quieto silenzio della psicopatologia della normalità.</p></blockquote>
<p>D&#8217;accordo sull&#8217;ultimo punto, dissento invece sulla teoria della sottocultura. Il <em>Bondage</em> è, a mio avviso, semplicemente una cultura. Una ricerca, persino un&#8217;indagine nei meandri della propria anima, per conoscersi, misurare se stessi, sfidarsi forse, cercare una propria dimensione. Non è escluso che possa trattarsi di fragilità, di un equilibrio turbato, scosso, o di un senso di inadeguatezza nei confronti della società, non lo so, ma non è una sottocultura. Al limite potrebbe forse avvicinarsi all&#8217;idea di deviazione, perché, certo, un rapporto sereno fra due amanti, declina verso il piacere orgasmico senza sovrastrutture.</p>
<p>Ma sono persuasa che nel momento in cui affiora un certo &#8220;desiderio&#8221;, sia come dominante, che come dominato, sia persino benefico sperimentare. Ed è per questo che considero questa pratica una ricerca, ma come la caccia al tesoro, deve prima o poi raggiungere la meta, altrimenti si trasforma in un giro vorticoso, senza ritorno e senza tregua.</p>
<p>Parlo per esperienza diretta, perché ad un certo punto della mia vita, ho sentito il bisogno di sperimentare questa nuova pulsione. Un desiderio sconosciuto e sempre più presente nelle mie fantasie autoerotiche.</p>
<p>Io sono una donna che non accetta congetture. Non potevo restare a lungo senza risposte, avevo maturato la decisione di verificare se e fino a che punto l&#8217;attrazione per il <em>bondage</em>, o meglio, per un rapporto di <em>sottomissione</em>, fosse una pura fantasia relegata a momenti di <em>erotismo</em> cerebrale, o se, invece, fosse concreto bisogno.</p>
<p>Credo che dominare sia tutt&#8217;altro che facile. Richiede fermezza, freddezza, osservazione, motivazione oltre che temperamento e credibilità.<br />
Insomma anche l&#8217;espressione del volto ha una funzione fondamentale di credibilità. Il sottomesso chiede implicitamente  questa rassicurazione.<br />
E poi, saperci fare, è ovvio, prima di finire al pronto soccorso.</p>
<p>Esserci portati, avere necessità di provare piacere procurando dolore significa non improvvisare, pena il patetico o il ridicolo.<br />
Il bondage è una disciplina seria e poco adatta a violenti e frustrati.</p>
<p>L&#8217;argomento merita un approfondimento, e nei prossimi giorni lo riprenderò.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Pensando a te</title>
		<link>http://www.stratisustrati.com/blog/pensando-a-te-165/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 18:12:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kristalia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[**schiusa a chiave]]></category>

		<category><![CDATA[autoerotismo]]></category>

		<category><![CDATA[racconti brevi]]></category>

		<category><![CDATA[racconti erotici]]></category>

		<category><![CDATA[schiusa a chiave]]></category>

		<category><![CDATA[erotici]]></category>

		<category><![CDATA[erotismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Pensando a te,  ancora turbata dalla  nostri discorsi erotici e ostinatamente intenzionata a non cedere alla tentazione, ho chiuso gli occhi e mi sono assopita.
Ma dondolata dal vagone, le nostre parole, le tue e le mie confidenze erotiche, sono apparse davanti agli occhi una dopo l&#8217;altra, e ti ho visto là, di fronte a me.  Ho accavallato istintivamente le gambe e stringendo forte le cosce, mi sono arresa alla tempesta ormonale lasciandomi rapire dei sensi.  Con la testa so di potere, mi capita spesso: non devo far altro ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pensando a te,  ancora turbata dalla  nostri discorsi <em>erotici</em> e ostinatamente intenzionata a non cedere alla tentazione, ho chiuso gli occhi e mi sono assopita.</p>
<p>Ma dondolata dal vagone, le nostre parole, le tue e le mie confidenze erotiche, sono apparse davanti agli occhi una dopo l&#8217;altra, e ti ho visto là, di fronte a me.  Ho accavallato istintivamente le gambe e stringendo forte le cosce, mi sono arresa alla tempesta ormonale lasciandomi rapire dei sensi. <span id="more-165"></span> Con la testa so di potere, mi capita spesso: non devo far altro che abbandonarmi ai pensieri erotici che sai&#8230; con le gambe accavallate…  gli occhi chiusi…</p>
<p>Quelle parole diventano immagini, pulsano forte e alimentano un’esaltante ebbrezza sensuale.  Le viscere si contraggono, si contorcono, pulsa il mio sesso, si agita e mi sconquassa … la mia bocca ti cerca.</p>
<p>Ora è nitida l’immagine, ti vedo tra sospiri lenti e voluttuosi, sguardo e sorriso compiaciuto, mentre la mia lingua e le morbide ed assetate labbra percorrono il turgido scettro fremente di desiderio.  Il tuo volto adesso è serio, i tuoi occhi implacabili fissano sfrontatamente i miei, mi ordinano di omaggiarti come meriti mentre premi e trattieni forte la mia testa contro il tuo fiero fusto, che sta esplodendo.</p>
<p>Mi sollevi il viso mentre continui a fissarmi&#8230; è un imperativo: il tuo piacere non andrà disperso, neanche una goccia del tuo prezioso nettare dev&#8217;essere sprecata. Tieni stretto il mio viso fra le tue mani mentre soddisfo il tuo ego incorporando fino all&#8217;ultima goccia. Sei entrato tutto in me, lasciandomi traccia di te. È il tuo sigillo indelebile.</p>
<p>E  ancora le mie labbra bagnate ti cercano.</p>
<p>Sono pronta, sono abile a farcela senza neppure sfiorarmi, mi basta la sola forza del pensiero e con la massima intensità di cui - grazie alla mia strabiliante carica erotica che tanto ti eccita - sono capace, raggiungo l’agognato orgasmo. Orgasmo cerebrale, che fra i diversi orgasmi femminili è uno dei più devastanti. Ma sento che non basta, stavolta no, non riuscirò. Mi serve aiuto.</p>
<p>Ne ho bisogno, sono spudoratamente eccitata, ma forse c’è troppa gente attorno a me e temo di non concentrarmi come dovrei appellandomi a tutte le mie forze mentali. Non c&#8217;è tempo da perdere, sto impazzendo.</p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p>Pensando a te, mi alzo di scatto e raggiungo il bagno della carrozza treno. Sono chiusa dentro finalmente.</p>
<p>In piedi appoggiata alla parete,  velocemente abbasso  le mutande fino a mezza coscia. Ho fretta.</p>
<p>Lo voglio subito, adesso!  <img class="alignright" style="float: right;" src="http://www.stratisustrati.com/blog/wp-content/uploads/2008/10/autoerotismo2.jpg" alt="Erotismo" width="240" height="160" /></p>
<p>Finalmente le mie dita raggiungono la mia intimità, le cui mucose trasudano piacere, rivoli vischiosi scorrono lungo le cosce. Sto cercando il mio acme e so che giungerà. Quel bottoncino a me cosi familiare e teso, accrescendo di volume si infiamma sempre più, ogni goccia è puro piacere e si avvicina all’esplosione che in breve arriva, con un gemito strozzato.</p>
<p>Il respiro ora è quasi fermo. Guardo spossata e indifferente la bianca parete di fronte. Mi sento vuota, stanca forse. Volgo lo sguardo e mi vedo allo specchio. Non sento gioia, né tristezza. Sono completamente assente.</p>
<p>Mi ricompongo e ritorno in carrozza e stavolta mi assopisco davvero.</p>
<p>Pensando a te ho lasciato gli occhiali che avevo appoggiato sul bordo del lavandino del bagno e sempre pensando a te, sono scesa dal treno scordandomeli.</p>
<p>Pensando a te… m’è risalita la voglia mentre ti scrivo.</p>
<p>Pensando a te, accidenti a me.</p>
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		<title>Il bell’Antonio</title>
		<link>http://www.stratisustrati.com/blog/il-bellantonio-163/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 16:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kristalia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[racconti erotici]]></category>

		<category><![CDATA[traballante sui tacchi a spillo]]></category>

		<category><![CDATA[erotici]]></category>

		<category><![CDATA[erotismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccomi a narrare un altro viaggio. Stavolta raggiungo una località della suggestiva Sicilia a me molto cara. Non so se per la  bellezza del suo mare o se per gli uomini straordinari che ho conosciuto, ma ci torno sempre volentieri, confidando sui numerosi conoscenti che sono un punto di riferimento sicuro.

Ho la fortuna di aver trovato un bell&#8217;appartamento nella provincia catanese con una stupenda terrazza su quel  mare cristallino, così vicino e così lontano da me. Così trasparente da contrastare la mia anima torbida&#8230; e mi perdo&#8230; e mi confondo&#8230;
Il ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccomi a narrare un altro viaggio. Stavolta raggiungo una località della suggestiva Sicilia a me molto cara. Non so se per la  bellezza del suo mare o se per gli <em>uomini</em> straordinari che ho conosciuto, ma ci torno sempre volentieri, confidando sui numerosi conoscenti che sono un punto di riferimento sicuro.</p>
<p><span id="more-163"></span></p>
<p>Ho la fortuna di aver trovato un bell&#8217;appartamento nella provincia catanese con una stupenda terrazza su quel  mare cristallino, così vicino e così lontano da me. Così trasparente da contrastare la mia anima torbida&#8230; e mi perdo&#8230; e mi confondo&#8230;</p>
<h2><span style="color: #ebebeb; font-size: small;">Il racconto</span></h2>
<p>Quella sera ero triste, di quell&#8217;umore che ormai fa parte di me.  Anche quando sorrido o quando occasionalmente gioisco, ho un latente malinconia che mi rende &#8220;silenziosa&#8221;. Posso restare ore e ore assorta, assopita e inattiva e cambiare repentinamente umore, diventando frizzante e poi&#8230; a riflettori spenti ripiombare  nel baratro della malinconia.</p>
<p>Non ho schemi, né un copione al quale attenermi e anche al telefono tendo ad improvvisare.</p>
<p>Una delle tante  telefonate informative, quel giorno  si è presto trasformata in piacevole stimolante conversazione.  Credevo finisse così e invece più tardi Antonio - questo il suo nome - mi ha richiamata comunicandomi la sua intenzione di conoscermi, però per bere qualcosa insieme e poi, magari&#8230; andare a cena.</p>
<p>Capisco che devo superare il test di gradimento&#8230; a volte capita, e a volte capita che accondiscenda, come quella sera infatti. Una serata a metà fra il malinconico e la maledetta voglia di piangere, per cui accetto: magari non gli piaccio e mi lascia dopo il caffè e io avrò un motivo  per piangere e poi esausta mi addormenterò.</p>
<p>Esco dalla doccia, poi, come al solito,  mi destreggio fra gli ultimi preparativi e le telefonate di amici, clienti noti e ignoti.  Sostenendo il cellulare con la spalla sinistra, riesco ad usare entrambe le mani, a rischio di torcicollo, ma per garbo ed educazione, difficilmente liquido la telefonata anche se inopportuna.</p>
<p>D&#8217;un tratto mi chiama un cliente/amico che mi coglie proprio mentre l&#8217;umore è scivolato troppo in basso e quando gli dico che ho paura, inizio a piangere. Già, quella sera si era aggiunta anche la paura per l&#8217;esame che purtroppo, non ho ancora imparato ad affrontare. Ogni nuovo incontro genera in me un&#8217;ansia difficile da raccontare. Paura e tristezza:</p>
<p>&#8220;<em>Su, ora non piangere</em> - penso - <em>ti rovini il trucco e poi ti si gonfiano gli occhi e ti imbruttisci</em>&#8230;&#8221;</p>
<p>Chiudo la telefonata,  aggancio le velate calze nere al reggicalze, indosso l&#8217;abito, nero pure quello, infilo le scarpe&#8230;</p>
<h2><span style="color: #ebebeb; font-size: small;">Ora sono sui tacchi a spillo.</span></h2>
<p>Sono pronta, mi siedo ad aspettare.</p>
<p>Probabilmente lui era attratto ma scettico e l&#8217;ha presa comoda, mancando di tatto nei miei confronti, tant&#8217;è che alle 22:00 con una telefonata mi comunica il suo ulteriore ritardo di mezzora.  Sono infastidita, ma non reagisco, resto immobile ad attenderlo, guardando passivamente il mare&#8230; fingendo indifferenza con me stessa.</p>
<p>Alle 22:30 arriva. Sono tesissima e quando gli apro la porta non so mostrarmi cordiale&#8230;  Credo ci sia rimasto male.<br />
Ci accomodiamo sul divano a conversare: ci raccontiamo un po&#8217; di noi, lui seduto all&#8217;estremità e io all&#8217;altra, senza possibilità di contatto fisico fra noi. Non ricordo come si sia avviata la conversazione, ma il tempo è passato rapidamente.</p>
<p>Mi sembrava di conversare con un amico. Parlavo senza remore ad un uomo che, pur affascinato, non tradiva o non mostrava attrazione per me. Scoprivo piano piano che avevo davanti un bell&#8217;uomo, di trentacinque anni, brillante, colto e affascinante.  Ma mentre parlavo mi rendevo conto che la serata sarebbe stata lunga e senza seguito.</p>
<p>Certa di averlo incuriosito e sedotto intellettualmente ma non fisicamente,  fingevo  di non sentire lo schiaffo ricevuto e continuavo a chiacchierare perché la sua compagnia era piacevole&#8230; o forse per procrastinare il momento della resa dei conti con me stessa, quando sola sarei finita in singhiozzi.</p>
<p>Verso l&#8217;una, ci alziamo come per salutarci e lui mi porta sul terrazzo&#8230; Non oppongo resistenza, tanto, siamo quasi al commiato, sono rassegnata, quasi distaccata, distante.</p>
<p>Mi invita a guardare la luce delle  stelle,  la profondità del mare attraverso la lampara del pescatore&#8230;<br />
Lo faccio, appoggiata alla ringhiera&#8230; e mentre pensieri malinconici si insinuano in me, inaspettatamente sento un brivido:  la sua mano sulle spalle che lentamente scivola sulla vita e mi cinge. Inizia a baciarmi sul collo&#8230; mi volta&#8230; sono incredula&#8230; ricambio ma non sono persuasa&#8230;<br />
mi fermo e sussurro la mia incertezza:<br />
«<em>non so cosa fare&#8230;</em>».</p>
<p>Sono in conflitto, vorrei, non vorrei&#8230; ma lui senza rispondere e senza la minima esitazione, mi guida verso l&#8217;appartamento&#8230;  e dietro di me mi dirige verso la camera da letto.</p>
<p>Baci, carezze e passione, fusione di corpi e di anime. Da quanto tempo non facevo l&#8217;amore, da quanto tempo non provavo quel trasporto.</p>
<p><a href="http://www.stratisustrati.com/blog/wp-content/uploads/2008/10/desiderio.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-164" title="Amanti" src="http://www.stratisustrati.com/blog/wp-content/uploads/2008/10/desiderio.jpg" alt="Passione erotica" width="240" height="186" /></a></p>
<p>Quella notte ho riscoperto sensazioni che credevo non più accessibili. Ormai avevo imparato a sentirmi soltanto oggetto di desiderio libidinoso, lussurioso. Io rappresentavo per quasi tutti il piacere allo stato puro, così mi dicevano.</p>
<p>Fra le braccia di Antonio, invece, mi sentivo anche donna, non solo femmina. Le sue mani ora forti ora lievi a cercare nel mio corpo rivoli di piacere, placavano persino le mie ansie&#8230; oltre il piacere fisico.  Lo sentivo dentro di me riempirmi con forza, penetrarmi senza tregua, eccitato ed eccitante&#8230;  e gocce d&#8217;estasi inebriavano i sensi.</p>
<p>I nostri corpi vibrarono tutta la notte,  madidi di sudore e bagnati da acceso desiderio tra gemiti, sussulti e piacere estatico di sensi che annullarono ogni contorno nell&#8217;oblio della passione che ci travolse.</p>
<p>Quella notte non ho fatto solo sesso: ho fatto l&#8217;amore.</p>
<p>E la volta successiva fu altrettanto coinvolgente e più confidenziale, e poi&#8230; e poi, la storia continua, ma la racconterò un&#8217;altra volta.</p>
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		<title>Racconti erotici  o storia di un cambiamento?</title>
		<link>http://www.stratisustrati.com/blog/racconti-erotici-o-storia-di-un-cambiamento-162/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 18:04:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kristalia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[racconti erotici]]></category>

		<category><![CDATA[erotici]]></category>

		<category><![CDATA[erotismo]]></category>

		<category><![CDATA[racconti]]></category>

		<category><![CDATA[raccontierotici]]></category>

		<category><![CDATA[schiusa a chiave]]></category>

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		<description><![CDATA[Buongiorno,
sono Kristalia ed è con vero piacere che apro il mio scrigno.
Così avevo aperto questo blog, ma lo ripropongo per rispondere alle lettere che ricevo, e ringraziare i lettori che apprezzano i miei racconti.
Racconti erotici ?
No, non solo.  Racconti, resoconti, considerazioni sul complesso - e spesso velato&#8230; avvolto da un alone di mistero e imprevedibilità - universo erotico.

A dire il vero, non sono nuova a questo tipo di narrazione: racconto le mie esperienze da qualche anno. Lo faccio perché grazie alla scrittura, scavo nelle parti più oscure dell’anima.
Ho pubblicato diversi racconti in ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Buongiorno,<br />
sono Kristalia ed è con vero piacere che apro il mio scrigno.</p></blockquote>
<p>Così avevo aperto questo blog, ma lo ripropongo per rispondere alle lettere che ricevo, e ringraziare i lettori che apprezzano i miei racconti.</p>
<h2><strong><span style="color: #c0c0c0; font-size: small;">Racconti erotici ?</span></strong></h2>
<p>No, non solo.  Racconti, resoconti, considerazioni sul complesso - e spesso velato&#8230; avvolto da un alone di mistero e imprevedibilità - <em>universo erotico</em>.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">A dire il vero, non sono nuova a questo tipo di narrazione: racconto le mie esperienze da qualche anno. Lo faccio perché grazie alla scrittura, scavo nelle parti più oscure dell’anima.</p>
<p>Ho pubblicato diversi racconti in modo disordinato qua e là nel web.  Ma questo blog  rappresenta la prima raccolta organica di un percorso della mia vita.<br />
Trattasi quindi di scrittura prevalentemente autobiografica.</p>
<p>Ad un primo sguardo potrebbe sembrare che si tratti di <em>racconti erotici</em> perchè il sesso è il leit motiv entro cui si sono svolte le mie vicende. In realtà, il sesso  è davvero solo una cornice - talvolta descritta e altre volte lasciata immaginare - di un&#8217;evoluzione del pensiero e del mio rinnovamento interiore.<br />
Un modo nuovo di relazionarmi decisamente diverso rispetto a qualche anno fa.<br />
Insomma, è la storia di una trasformazione fisica e psicologica, cruda, articolata e dolorosa.</p>
<p>Croce e delizia. Ricerca dell&#8217;annientamento - alcool erotico - e del piacere estatico, perché è vero anche che l&#8217;eros mi ha fatto toccare e sorvolare le vette del sublime, grazie ad esperienze e sensazioni che hanno superato la fantasia.</p>
<p>Posso dire con il senno del poi, che ho usato il sesso e la mia naturale strabiliante carica erotica per piacere e compiacere&#8230; credo per farmi amare o più semplicemente per lasciare un ricordo indelebile&#8230; o ancora più semplicemente&#8230; per rendermi desiderabile&#8230; e ci sono riuscita.</p>
<p>In particolare, la storia con un uomo che si è consumata nel silenzio, e che ha comportato una metamorfosi assolutamente imprevedibile, insegnandomi a non escludere nulla e a bandire dal mio vocabolario l&#8217;avverbio &#8220;MAI&#8221;.<br />
Ecco, non sesso fine a se stesso, ma veicolo relazionale.</p>
<h2><strong><span style="color: #c0c0c0; font-size: small;">Questo è il senso dei miei <em>racconti erotici</em>.</span></strong></h2>
<p>Chi sono?</p>
<p style="text-align: justify;">Ricercatrice per vocazione, ho esplorato le vie dell’erotismo materializzando tutte le mie fantasie erotiche per capire dove finisce l’immaginazione e dove comincia il desiderio.</p>
<p style="text-align: justify;">Per farlo, ho percorso le vie più tortuose, spesso scivolando nel torbido, con l’adrenalina alle stelle. E ho imparato che non esiste la pace interiore. C’è una ricerca continua di un equilibrio che forse non si vuole trovare… Traballante sui tacchi a spillo è la mia condizione atta a rappresentare lo stato di precarietà permanente nel quale da sempre vivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Buona lettura</p>
</blockquote>
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		<item>
		<title>Polvere</title>
		<link>http://www.stratisustrati.com/blog/polvere-160/</link>
		<comments>http://www.stratisustrati.com/blog/polvere-160/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 19:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kristalia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[racconti brevi]]></category>

		<category><![CDATA[scarabocchi nell'anima]]></category>

		<category><![CDATA[Il racconto]]></category>

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		<description><![CDATA[«Sono un sognatore che ama vivere la vita sempre con il sorriso sulle labbra, sono un tipo affabile e simpatico, amo conoscere nuova gente e divertirmi, voglio avere sempre tutto sotto controllo e sono molto preciso.»  Claudio
*****
Polvere eri
Con i soldi, tanti soldi, posso comprare tutto.
Posso comprare case, ville, Ferrari, isole, lusso in tutte le forme, anche le più volgari.

Il successo, le platee, il potere. Tutto!
Tre sole cose non potrò comprare:
1. l’amore, quello vero…
2. La vita!
Vinco al superenalotto, un botto di soldi che non so contare, compro tutto tutto tutto
Ma non ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="color: #00ccff;"><em>«Sono un sognatore che ama vivere la vita sempre con il sorriso sulle labbra, sono un tipo affabile e simpatico, amo conoscere nuova gente e divertirmi, voglio avere sempre tutto sotto controllo e sono molto preciso</em>.»  Claudio</span><br />
*****</p>
<h2><span style="font-size: small;">Polvere eri</span></h2>
<p>Con i soldi, tanti soldi, posso comprare tutto.</p>
<p>Posso comprare case, ville, Ferrari, isole, lusso in tutte le forme, anche le più volgari.</p>
<p><span id="more-160"></span></p>
<p>Il successo, le platee, il potere. Tutto!</p>
<p>Tre sole cose non potrò comprare:</p>
<p><strong>1. l’amore, quello vero…</strong></p>
<p><strong>2. La vita!</strong></p>
<p>Vinco al superenalotto, un botto di soldi che non so contare, compro tutto tutto tutto</p>
<p>Ma non potrò comprare te.</p>
<p>I miei occhi continueranno a vederti lì, un fermo immagini…</p>
<p>Lì a quell’albero lungo il fiume, appeso, sorretto da quel filo elettrico…</p>
<p>Mentre attendi, forse preghi, forse hai paura, forse ti dimeni e speri aiuto</p>
<p>O forse no, così volevi… e oggi, caro amico, sei cenere, un pugno di cenere.</p>
<p><strong>3. La risposta</strong> (non potrò comprare)</p>
<p>Perché?</p>
<p style="text-align: center;">*****</p>
<p>A Claudio, 26 anni… polvere eri e polvere sei tornato.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #00ccff;"><em>«Sono un sognatore che ama vivere la vita sempre con il sorriso sulle labbra&#8230;»</em></span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/JABKLHLQsvg&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/JABKLHLQsvg&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La seduzione</title>
		<link>http://www.stratisustrati.com/blog/la-seduzione-153/</link>
		<comments>http://www.stratisustrati.com/blog/la-seduzione-153/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 14:19:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kristalia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[L'opinione]]></category>

		<category><![CDATA[Punti di vista]]></category>

		<category><![CDATA[seduzione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.stratisustrati.com/blog/?p=153</guid>
		<description><![CDATA[Strategie di seduzione
Leggo questa intervista a Franco Trentalance - un pornodivo, da quanto apprendo - il quale ci parla delle sue strategie di seduzione.
Ne traggo alcune considerazioni, ma prima mi pongo due domande:
le strategie di seduzione sono un efficace strumento di conquista?
E cosa si intende per tecniche di seduzione?
La seduzione è un’arte raffinata, ma proprio per questo, è soggettiva. La fantasia ritengo sia più efficace di qualsiasi manuale. Tra l’altro c’è un proliferare di manuali su ogni aspetto che riguardi i rapporti umani, che mi sconcerta. Io sono sempre piuttosto refrattaria e confesso di non averne mai ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="font-size: small;">Strategie di seduzione</span></h2>
<p>Leggo <a title="intervista sulla seduzione" href="http://pornoromantica.splinder.com/post/15816055#more-15816055" target="_blank">questa intervista </a>a Franco <a href="http://www.francotrentalance.com/" target="_blank">Trentalance</a> - un pornodivo, da quanto apprendo - il quale ci parla delle sue strategie di <em>seduzione</em>.</p>
<p>Ne traggo alcune considerazioni, ma prima mi pongo due domande:</p>
<h2><span style="color: #ffffff; font-size: small;">le strategie di seduzione sono un efficace strumento di conquista?<br />
E cosa si intende per tecniche di seduzione?</span></h2>
<p><span id="more-153"></span>La <em>seduzione </em>è un’arte raffinata, ma proprio per questo, è soggettiva. La fantasia ritengo sia più efficace di qualsiasi manuale. Tra l’altro c’è un proliferare di manuali su ogni aspetto che riguardi i rapporti umani, che mi sconcerta. Io sono sempre piuttosto refrattaria e confesso di non averne mai letti, poiché credo nella specificità delle persone: ognuno di noi è originale; non è, anche volendo, una copia esatta di un altro.</p>
<p>È  possibile spiegare le diverse fasi e i meccanismi della <em>seduzione</em>?<br />
Certo, ma non esiste una formula unica.<br />
Sedurre è un gioco divertente ma complicato, che a volte inebria e a volte delude.</p>
<p><a href="http://www.stratisustrati.com/blog/wp-content/uploads/2008/10/seduzione__final.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-154" title="seduzione" src="http://www.stratisustrati.com/blog/wp-content/uploads/2008/10/seduzione__final-277x300.jpg" alt="Seduzione" width="277" height="300" /></a></p>
<p>Convengo con l’intervistato che per sedurre occorrano accurate strategie: osservazione e rispetto dei tempi e delle fasi, ed è proprio su questo che scatta l’imprevedibilità delle reazioni del destinatario delle nostre attenzioni. Non tutte le <em>donne</em> (e neppure gli <em>uomini</em>) reagiscono come da manuale.<br />
I complessi meccanismi della comunicazione verbale e non verbale, non sono facilmente decodificabili perché non sono univoci. Una qualsiasi sfumatura può far scattare l&#8217;entropia comunicativa, l&#8217;interruzione del flusso comunicativo.</p>
<p>I Segnali di &#8220;go e stop&#8221; variano da caso a caso. Ad esempio, si dice che mordicchiarsi le labbra sia un segnale di stop, ma non è vero nel mio caso: al contrario… è un gesto che faccio automaticamente, quando il mio seduttore - con una parola, una smorfia, uno sguardo - riesce a far leva su specifiche parti del mio corpo.  Stesso discorso per le gambe strette e piedi uniti, intercettate solitamente come segnale di rifiuto. E perbacco! Dipende dalla situazione in cui siamo. Io ho spesso mantenuto questa posizione pur sperando che il mio seduttore mi saltasse addosso… che significa? Bisogna anche circostanziare&#8230;</p>
<p>Ad ogni modo, a parte queste osservazioni di carattere personale, siamo tutti d&#8217;accordo che la <em>seduzione</em> sia un&#8217;arte piuttosto complessa&#8230; benché affascinante ed intrigante.</p>
<p>E dalla lettura integrale della lunga intervista mi sento ora più comprensiva nei confronti di quegli uomini che hanno scelto di rinunciare a una tal impresa. Sedurre una donna, così come il pornodivo narra, è francamente impegnativo, soprattutto con la consapevolezza del rischio di mancare l’obiettivo.</p>
<p>Indubbiamente, ci sono uomini attratti dalla sfida, ma ci sono tanti altri uomini che, per ragioni diverse, hanno smesso di provarci. E fra questi prevalgono coloro che optano per la più rapida via del <em>sesso a pagamento</em>: “pago, consumo”. Non devono spiegare, interessare, intrigare, piacere… osservare, attendere, intuire i gusti di lei, i momenti giusti, i segnali… non devono dimostrare alcunché.<br />
Pagano per consumare, pagano per andarsene.</p>
<p>Una commentatrice di questo <em>blog</em>, ha rimproverato alle mogli di essere poco disinvolte sessualmente, attribuendo implicitamente ad esse, la causa principale del successo del pay-sex.<br />
Ma non è semplicemente questo. Casomai, è solo uno degli aspetti, che però tratterò in un articolo a parte.<br />
In realtà, molti <em>uomini</em> sono scoraggiati in partenza dalla difficoltà di sedurre una <em>donna</em>. La donna per sua natura è complicata, grazie anche al fatto che va oltre il mero aspetto fisico dell’uomo. Più facilmente si lascia attrarre da altri aspetti: come si muove, come gesticola, come la guarda, come le parla, cosa dice, come lo dice, come ammicca… e via via altri fattori che variano da donna a donna.</p>
<p><a href="http://www.stratisustrati.com/blog/ma-perche-rifiutiamo-la-realta-134/#comment-207" target="_blank">Qualcun altro </a> adduce che gli <em>uomini</em> ripiegano sul <em>sesso a pagamento</em> perché respinti dalle <em>donne </em>cosiddette libere. Anche questo è vero in parte: è un luogo comune immaginare il puttaniere brutto e, di conseguenza, normalmente scartato. Non è così, o meglio, non è il motivo principale: ci sono <em>uomini </em>assai interessanti, di bell’aspetto, alcuni attraenti e con tutte le carte in regola per sedurre una <em>donna</em>. È che non ne hanno più voglia o tempo o pazienza&#8230; o non si vogliono cimentare.</p>
<p>Del resto, le tecniche di <em>seduzione</em> per conquistare una <em>donna</em> sono obiettivamente impegnative. Ed è perciò più semplice lasciarci rassicurare da certezze di ruolo piuttosto che mettersi in gioco, soprattutto nel <em>sesso</em>. Mi riferisco a società complesse come la nostra, soggette ad una sovraesposizione mediatica del <em>sesso</em>, mica da ridere. Il sesso usato spesso allo scopo di vendere qualcosa, in forma diretta o indiretta. Penso alle veline d’ogni tempo e comunque, i richiami, i messaggi più o meno subliminali ci arrivano da ogni parte, a cominciare dalla pubblicità: si pensi alle auto, ai liquori, ai dessert… tutto evoca <em>sensualità</em>, <em>erotismo</em> e <em>sesso</em>.</p>
<p>Questo purtroppo crea un immaginario e una serie di luoghi comuni sessuali capaci di appiattire la “creatività” di persone ormai &#8221;impigrite” o adagiate, le quali rispondono quasi immediatamente ai continui solleciti che agiscono sul sistema simpatico.</p>
<p>A questo aggiungiamo pure il fatto che molti <em>uomini</em> già impegnati, non vogliono imbarcarsi in situazioni che mettano a rischio il rapporto di <em>coppia</em>. E quegli altri che, pur liberi, non sono pronti ad intraprendere una relazione duratura.</p>
<p>Sì perché, parliamoci chiaro: la <em>seduzione</em> è una lama a doppio taglio, basata spesso sugli equivoci, ma che produce effetti non sempre desiderati. Da una parte stuzzica la vanità del seduttore - oltre che del sedotto - perché mette a prova il suo fascino; dall&#8217;altra però, la sorpresa è dietro l&#8217;angolo: la persona sedotta potrebbe anche infatuarsi e nutrire delle speranze che il seduttore non intende alimentare.</p>
<p>Ho certamente omesso molti aspetti, ma insomma&#8230; ne possiamo parlare, no?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La complementarietà fra i sessi…</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 09:35:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kristalia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[uomini e donne]]></category>

		<category><![CDATA[Punti di vista]]></category>

		<category><![CDATA[uomo donna]]></category>

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		<description><![CDATA[Uomo e donna&#8230;
 Matteo si sente attratto da Laura, così le chiede di uscire. Passeggiata nelle suggestive vie di una Roma accaldata. Lei non se lo fa ripetere due volte. Passano una piacevolissima serata. Si divertono. Si rilassano. Sono spensierati.
Qualche tempo dopo lui le fa una proposta più concreta: cena + cinema. E di nuovo passano del tempo fantastico insieme. In poco tempo solo lui e lei, lei e lui.

Una sera, mentre erano in auto e ascoltavano musica,  Laura sovrappensiero dice : «Ci pensi che oggi sono otto mesi che stiamo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Uomo e donna&#8230;</h2>
<p><img class="post" src="http://static.blogo.it/pinkblog/uomodonna02.gif" border="0" alt="" width="250" height="222" align="left" /> Matteo si sente attratto da Laura, così le chiede di uscire. Passeggiata nelle suggestive vie di una Roma accaldata. Lei non se lo fa ripetere due volte. Passano una piacevolissima serata. Si divertono. Si rilassano. Sono spensierati.<br />
Qualche tempo dopo lui le fa una proposta più concreta: cena + cinema. E di nuovo passano del tempo fantastico insieme. In poco tempo solo lui e lei, lei e lui.</p>
<p><span id="more-151"></span></p>
<p>Una sera, mentre erano in auto e ascoltavano musica,  Laura sovrappensiero dice : «Ci pensi che oggi sono otto mesi che stiamo insieme?» Scende il silenzio. Si dice che il silenzio sia più fragoroso delle parole… e Laura stava diventando sorda.<br />
Ed ecco che inizia la partita del “cinque contro uno col cervello”: “<em>Magari quello che ho detto l’avrà infastidito. Forse sta pensando che lo volessi inchiodare in qualche modo. Forse si sente messo al muro…</em>”.<br />
Matteo pensa: “<em>Ma tu guarda, già otto mesi</em>…”.</p>
<p>Laura continua con i suoi pensieri: “<em>Però in fondo in fondo, nemmeno io sono strasicura di volere un rapporto con la R maiuscola. Mi piace avere i miei spazi, la mia libertà, il mio tempo. La mia carriera è importante. Ho bisogno di tempo per capire cosa voglio veramente… questo livello di intimità? Impegno a lungo termine? Io e lui? Ma poi, lo conosco veramente quest’uomo?</em>&#8221;</p>
<p>Matteo tutto assorto nei suoi pensieri: “<em>Quindi ricapitolando, 2+2=4, era marzo. Sì era proprio marzo. Avevo da poco cambiato le ruote termiche. Ah si sì, avevo portato la macchina dal meccanico… maledizione devo cambiare di nuovo l’olio. Che testa che ho</em>!”.</p>
<p>Laura pensa: “<em>Ecco lo sapevo. E’ sconvolto. Glielo leggo in faccia. Ma perché non mi faccio mai i cazzi miei? Però, però, forse sto interpretando male. Forse l’ho colto alla sprovvista e invece lui voleva sentirsi dire altro. Forse vuole qualcosa di diverso. Più sesso. Forse non voleva proprio che gli facessi quella domanda infame. Sì, sì. Sicuramente è così. Ha paura di essere scaricato</em>”.<a name="more"></a></p>
<p>Matteo pensa: “<em>Quando gliela lascio devo ricordarmi di dirgli di buttare un occhio anche al carburatore e di cambiare anche le pasticche dei freni. Mi sembra di camminare su un carro armato</em>”.</p>
<p>Laura senza nemmeno guardarlo pensa: “<em>Sicuro è arrabbiato. Bèh, al posto suo lo sarei anche io. Lo sapevo, ecco ora mi sento un verme. Ti pareva che non ne combinavo una delle mie. Ma non potevo guardare fuori dal finestrino in quel momento e provare a cercare un brontosauro</em>?”</p>
<p>Matteo accigliato pensa: “<em>E poi sta per scadere la garanzia, meglio che approfitto per fare un check-up generale, che non si sa mai. Prevenire è sempre meglio che curare, diceva Einstein</em>”.</p>
<p>Laura parlando a se stessa: “<em>Mado&#8217; quanto sono ingenua e sprovveduta. Lauraaaa sveglia! La guerra è finita! Babbo Natale non esiste! Aspetto che il principe azzurro con il mantello e il cappello di piume sul cavallo bianco quando a fianco a me c’è una bella persona, dolce, tenera, con cui è piacevolissimo stare. Ci vogliamo bene… almeno credo… anzi a sto punto credevo! E tu guarda, è la stessa persona che ora ho messo in difficoltà con le mie fantastiche domandone da ragazzina del liceo. Ma che mi è passato per la mente!</em>”.</p>
<p>Matteo sempre più contrito: “<em>E se la garanzia non copre tutto sto macello? E’ proprio la verità, le rogne sempre nei momenti meno opportuni</em>”.</p>
<p>Allora Laura lo secca: «Matteo!».</p>
<p>Matteo scatta e dice: «Eh? Che è successo?».</p>
<p>Laura con occhi lucidi esclama: «Ti prego, non ti flagellare così! Lo so, lo so che non dovevo dirti niente. Ora mi sento in colpa… Dio, mi sento così…», e mille singhiozzi interrompono le sue parole.</p>
<p>Matteo sempre più incredulo dice: «Ma cosa c’è?».</p>
<p>Laura singhiozzando: «Oh Dio, mi sento così… così… stupida, ragazzina, sciocca! Sono così ingenua! Lo so perfettamente che il principe azzurro non esiste. Lo so che sono grande per credere alle favole. Non c’è né cavaliere né cavallo bianco né scarpina di vetro…».</p>
<p>Matteo: «Non c’è un cavallo? Hai perso una scarpa di vetro? Devo fare inversione?», ripete stupito.</p>
<p>Laura: «So bene anche pensi che sono una sciocca e debole ragazzina, è vero?».</p>
<p>Matteo rincuorato per la risposta semplice e veloce: «No! Ma che vai a pensare!»</p>
<p>Laura continuando a piangere: «La verità è che.. è solo che… ho bisogno di un po’ di tempo. Ti prego dimmi che mi capisci…».</p>
<p>Nel silenzio solo i piccoli singhiozzi di Laura. In un lasso di tempo di pochissimi nanosecondi Matteo cerca disperatamente una risposta valida.</p>
<p>Matteo: «Ma certo che ti capisco. Lo capisco perfettamente quello che vuoi dire. In tutta onestà ti dico che sono contento che me ne hai parlato».</p>
<p>Piena di emozione Laura gli prende la mano e lo guarda con gli occhioni lucidi: «Teo ma veramente lo pensi anche tu? Non lo stai dicendo solo per farmi contenta, vero?».</p>
<p>Matteo mentre le accarezza il viso timidamente: «Sciocchina, certo che lo penso anche io. Ma per chi m’hai preso…».</p>
<p>Laura conficca i suoi occhi in quelli di Matteo. Ciò provoca in lui un brivido di inquietudine e il nervosismo inizia a fargli tremare le mani, soprattutto se immagina che lei voglia chiedergli di regalarle un cavallo. Ma lui è uomo e si contiene. E cerca di non pensare che lei possa cambiare idea e gli chieda di tornare a cercare la scarpa che ha perso, spaccandosi Roma per la seconda volta. Tanto con il tempo che ci metterebbe per tornare indietro, quella scarpa da mo che ha preso il volo.</p>
<p>Con uno sguardo pieno di compassione e di gratitudine lei dice alla fine: «Grazie, grazie, grazie Matteo».</p>
<p>Lui l’accompagna a casa. Una volta in camera si ritrova in una valle di lacrime e si tortura e si scioglie in un pianto fino alle luci del nuovo giorno.<br />
Nel frattempo Matteo era tornato a casa con un certo languorino. Arriva in cucina e si prepara bei 150 gr di spaghetti aglio, olio e peperoncino. Accende la playstation e si impegna come un fachiro fino all’alba in “<a href="http://www.tombraiderchronicles.com/" target="_blank">Tomb Rider Chronicles</a>”. E mentre pensa al piede di porco e al kit medico per trovare la strada del letto, ecco che ode una flebile vocina provenire dalle profondità recondite della sua mente che gli dice “<em>Ma sei sicuro che hai sentito tutto quello che ti ha detto Laura. Ma era importante la scarpa che aveva perso? E il cavallo</em>?”. Matteo: “<em>Vabbè, meglio non pensarci ora. Sono proprio stanco. E poi, se fosse stato importante l’avrei capito, no?</em>”.</p>
<p>L’indomani mattina, con i dubbi che le attanagliano la mente, Laura chiama Chicca per raccontarle ciò che era successo. Parleranno per sei ore di seguito facendo la dietrologia dell’accaduto. Scandagliando ogni singolo movimento, accento, accenno, suono, analizzeranno ogni singola parola pronunciata in quella macchina, ritornando su ogni dettaglio facendo l’avvocato del diavolo e arzigogolando tutta la storia. Se ne parlerà per settimane intere. Non basteranno tutti i pomeriggi autunnali e le seratine alcoliche per arrivare ad una conclusione soddisfacente. Ma una cosa è certa: non si annoieranno mai.</p>
<p>Intanto Matteo, libero e leggero come una farfalla nella più beata ignoranza, un giorno, guardando una partita di rugby, candidamente domanda a Luca: «Ma ti risulta che Laura voleva un cavallo per il compleanno?».</p>
<p>EPILOGO: Laura, effettivamente, ricevette un pony per il suo compleanno, evento questo che portò alla rottura delle relazioni tanto con Matteo che con Luca. Matteo e Luca scoprirono di essersi sempre amati ed iniziarono un vantaggioso triangolo con il famoso meccanico. Chicca che aveva un fazzoletto di terra su cui tenere il pony, ne sta ancora godendo i favori…</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pinkblog.it/post/2266/quando-si-parla-di-differenza-tra-i-sessie-di-colpi-di-scena#continua">Pinkblog</a></p>
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		<title>Pezzi di vetro</title>
		<link>http://www.stratisustrati.com/blog/pezzi-di-vetro-150/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2008 16:24:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kristalia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Microstorie]]></category>

		<category><![CDATA[racconti brevi]]></category>

		<category><![CDATA[microracconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Pezzi di vetro
Quell&#8217;odore pungente come spilli conficcati nella carne,
quel silenzio assordante, nella chiassosa cucina, si espandevano insieme alle lacrime appannando il suo volto.
Non era riuscito a dirle l&#8217;unica cosa che si aspettava di sentire, la sola cosa giusta&#8230;
Una domanda… una risposta
Si o no!

Uscì di casa, salì in auto.
Guidando verso l&#8217;ignoto, l&#8217;autoradio ad alto volume&#8230;
Mama, I don&#8217;t want to die, I sometimes wish I&#8217;d never been born at all.
Dallo specchietto retrovisore non vedeva l&#8217;auto che sperava la seguisse
dietro nessuno, davanti il vuoto.
Si chiese quanto avesse in tasca: cento euro.
Fece trecento chilometri, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ffffff;">Pezzi di vetro</span></h3>
<p>Quell&#8217;odore pungente come spilli conficcati nella carne,</p>
<p>quel silenzio assordante, nella chiassosa cucina, si espandevano insieme alle lacrime appannando il suo volto.</p>
<p>Non era riuscito a dirle l&#8217;unica cosa che si aspettava di sentire, la sola cosa giusta&#8230;</p>
<p>Una domanda… una risposta</p>
<p>Si o no!</p>
<p><span id="more-150"></span></p>
<p>Uscì di casa, salì in auto.</p>
<p>Guidando verso l&#8217;ignoto, l&#8217;autoradio ad alto volume&#8230;</p>
<p><em>Mama, I don&#8217;t want to die, I sometimes wish I&#8217;d never been born at all.</em></p>
<p>Dallo specchietto retrovisore non vedeva l&#8217;auto che sperava la seguisse</p>
<p>dietro nessuno, davanti il vuoto.</p>
<p>Si chiese quanto avesse in tasca: cento euro.</p>
<p>Fece trecento chilometri, arrivò ad un rondò,<span> </span>girò attorno&#8230;</p>
<p>Tornò indietro.</p>
<p>Entrò  in camera, vide una bottiglia per terra</p>
<p>si abbassò a raccoglierla, la lanciò con forza contro la finestra…</p>
<p>Cadde a terra integra.</p>
<p>Si chinò ancora, la rilanciò con più forza per frangere il vetro della finestra.</p>
<p>In silenzio, immobile, restò a guardare la sua vita sbriciolata a terra.</p>
<p>La lasciò lì per 3 mesi… nessuno la raccolse</p>
<p>Era la sua vita.</p>
<p><span style="color: #000000;">-</span></p>
<p>N.B.: questo mini racconto è un esperimento avviato a seguito del <a title="il commento di MrTree" href="http://www.stratisustrati.com/blog/seduzione-9/#comment-182" target="_blank">commento</a>/suggerimento di <a title="sito InfiniteMicroStorie" href="http://infinitemicrostorie.splinder.com/" target="_blank">MrTree</a></p>
<p>Considerato che si tratta del mio primo tentativo, gradirei la vostra opinione.</p>
<p>Grazie <img src='http://www.stratisustrati.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span style="color: #000000;">-</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Anima_mente</title>
		<link>http://www.stratisustrati.com/blog/anima_mente-146/</link>
		<comments>http://www.stratisustrati.com/blog/anima_mente-146/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 13:37:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kristalia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[scarabocchi nell'anima]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.stratisustrati.com/blog/?p=146</guid>
		<description><![CDATA[Leggo negli angoli segreti della tua anima, tensioni a me note.
Parole (scritte, non scritte) che ritrovo nella mia mente,
come un&#8217;informazione acquisita.
E tuttavia resto ad &#8220;ascoltarti&#8221;, come se tu, soltanto con gli occhi, comunicassi.
E anche dai silenzi eloquenti, quanto e forse più di un racconto&#8230; percepisco il tuo sentire. 
Tu cammina&#8230; io ti vengo dietro.

Anima_mente: la sintesi dei percorsi tortuosi della mente. Questo è ciò che mi fa pensare questa opera della pittrice Cinzia Cardone 
.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo negli angoli segreti della <a title="sito di Martina" href="http://brillimartina.splinder.com/" target="_blank">tua anima</a>, tensioni a me note.</p>
<p>Parole (scritte, non scritte) che ritrovo nella mia mente,<br />
come un&#8217;informazione acquisita.</p>
<p>E tuttavia resto ad &#8220;ascoltarti&#8221;, come se tu, soltanto con gli occhi, comunicassi.</p>
<p>E anche dai silenzi eloquenti, quanto e forse più di un racconto&#8230; percepisco il tuo sentire. <span id="more-146"></span></p>
<p>Tu cammina&#8230; io ti vengo dietro.</p>
<p><a href="http://www.stratisustrati.com/blog/wp-content/uploads/2008/10/anima_mente.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-147" title="anima_mente" src="http://www.stratisustrati.com/blog/wp-content/uploads/2008/10/anima_mente-108x300.jpg" alt="" width="108" height="300" /></a></p>
<p>Anima_mente: la sintesi dei percorsi tortuosi della mente. Questo è ciò che mi fa pensare questa opera della pittrice <a title="sito arteinpittura.net" href="http://www.arteinpittura.net" target="_blank">Cinzia Cardone </a></p>
<p><span style="color: #000000;">.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.stratisustrati.com/blog/anima_mente-146/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Estetica ed etica del piacere</title>
		<link>http://www.stratisustrati.com/blog/estetica-ed-etica-del-piacere-156/</link>
		<comments>http://www.stratisustrati.com/blog/estetica-ed-etica-del-piacere-156/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 06:08:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kristalia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[in punta di penna]]></category>

		<category><![CDATA[uomini allo specchio]]></category>

		<category><![CDATA[uomo donna]]></category>

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		<description><![CDATA[Io credo che, nel corso della propria esistenza terrena, ogni individuo maturi, consciamente o inconsciamente, una filosofia esistenziale basata sul ritmo del proprio pensiero.
La maggior parte attingendo ad esperienze personali, altri elaborando ed adattando il pensiero altrui.
Schematizzando mi pare di poter affermare che il pensiero filosofico nutre e viene nutrito da tre momenti specifici: Estetica, Etica e Religione.

I percorsi e le interconnessioni fra le tre fasi citate sono stati profondamente indagati, ad esempio, da Hegel e da Kierkegaard.
Fin dalla nascita, per evoluzione dal Caso o per creazione da un Dio, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io credo che, nel corso della propria esistenza terrena, ogni individuo maturi, consciamente o inconsciamente, una filosofia esistenziale basata sul ritmo del proprio pensiero.<br />
La maggior parte attingendo ad esperienze personali, altri elaborando ed adattando il pensiero altrui.</p>
<p>Schematizzando mi pare di poter affermare che il pensiero filosofico nutre e viene nutrito da tre momenti specifici: Estetica, Etica e Religione.</p>
<p><span id="more-156"></span></p>
<p>I percorsi e le interconnessioni fra le tre fasi citate sono stati profondamente indagati, ad esempio, da Hegel e da Kierkegaard.</p>
<p>Fin dalla nascita, per evoluzione dal Caso o per creazione da un Dio, all’Uomo Pensatore è stata offerta libertà in merito all’adesione temporanea o definitiva ad una delle tre scelte di vita: Estetica, Etica o Religiosa.</p>
<p>Libertà condizionata tuttavia, in ogni tempo ed in ogni luogo, dal Premio o dal Castigo per chi aderisse o meno al percorso programmatico di ripudio dell’Estetica, del passaggio all’Etica per approdare infine alla salvifica Religione.</p>
<p>E sulla speranza del Premio o sul terrore del Castigo, hanno campato, ed ancora campano, Pochi su Molti.</p>
<p>Bene, io vorrei qui dar conto del mio giudizio sull’essenza dell’Estetica come valore assoluto che non si nobilita nell’Etica ma vi si fonde, annullando le necessità della Religione; una sorta di percorso inverso al pensiero universale.</p>
<p>Vorrei sdoganare definitivamente ciò che viene vissuto come fiabescamente lontano dalla buona morale quotidiana, e tuttavia oscuramente gustato dal sottile piacere di una perenne attrattiva: la concezione estetizzante della vita che si appaga di piaceri e stimoli sensoriali.</p>
<p>Io vorrei rendere tutti partecipi del valore di una esistenza Estetica che succhia il suo nettare dai fiori dell’immediato offerti dall’edonismo, dall’erotismo, e dall’estetismo; una esistenza che si appaga di se stessa in simbiosi con l’Etica ed al di fuori della Religione. In altri tempi avrei dovuto affrontare scomunica e pubblico ludibrio, ma sto solo argomentando del superamento dell’ipocrisia e della rinascita della materia con le proprie istanze; immorale non è la ricerca di una esistenza estetizzante, immorale è respingere pervicacemente un invito che senza posa viene rinnovato nei modi più seducenti.</p>
<p>La sublimazione dell’edonismo, dell’erotismo e dell’estetismo verso traguardi etici e religiosi è stata, ed ancora è, la grande utopia dell’avventura umana, manipolata ad arte da chi, lui sì immorale, ne ha tratto vantaggi personali.</p>
<p>Chi abbandona l’estetismo e l’edonismo per una improbabile esistenza futura votata all’etica sacrificale ed alla religione fideistica si condanna automaticamente ad una malinconica infelicità, dimentica la spontaneità dei gesti e del pensiero, e non raggiunge quella serenità interiore, vanamente agognata, che solo nasce dall’equilibrio delle proprie soddisfazioni e dalla gioia di riversarle nel mondo.</p>
<p>Qual è dunque il fondamento di una vita estetica? E’, anch’essa, una filosofia esistenziale, una possibile scelta di vita per troppo tempo posta in vivo conflitto con altre filosofie. L’istanza estetica di vivere per il piacere, dalla sensualità all’arte, dal cibo all’ebreo errante non confligge, nella mia visione, con alcuna istanza etica, per come io intendo l’etica.<br />
In questa ottica i temi della fenomenologia estetica sono vari e numerosi; soffermiamoci per comodità su quello che viene generalmente considerato dominante: l’amore, più precisamente il piacere d’amore, essendo il piacere il fine ultimo dell’amore estetico.</p>
<p>Io, Homo Ludens, desidero concedermi una serata di sesso; sesso giocato allo scoperto, privo di implicazioni sentimentali e culturali; gioco che distilla e concentra il piacere fra le effimere, coscienti e consenzienti maschere di seduttore e sedotta.</p>
<p>Non può esservi altra sedotta, in questa gioiosa parentesi di vita estetica, che non sia la Puttana; e non può esservi altro medium in questa rappresentazione che il compenso in denaro.</p>
<p>Essa sarà dispensatrice di piacere fondendo così l’Etica della donatrice all’Estetica del ricevente.</p>
<p>[Inviato da Duval]</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Racconti erotici</title>
		<link>http://www.stratisustrati.com/blog/racconti-erotici-157/</link>
		<comments>http://www.stratisustrati.com/blog/racconti-erotici-157/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 23:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kristalia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[racconti brevi]]></category>

		<category><![CDATA[racconti erotici]]></category>

		<category><![CDATA[erotici]]></category>

		<category><![CDATA[erotismo]]></category>

		<category><![CDATA[racconti]]></category>

		<category><![CDATA[raccontierotici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.stratisustrati.com/blog/?p=157</guid>
		<description><![CDATA[I Racconti erotici creano tanto interesse?
In effetti, una delle frasi di accesso a questo blog è proprio racconti erotici
Mi domando come mai tanto interesse attorno a questo genere di racconti: voglia di fantasticare, sognare, o semplice curiosità?
E a quanto pare, non sono l&#8217;unica a domandarmelo. Per questo, ho deciso di riportare, previo consenso, un questionario che ho ricevuto alcuni giorni fa su questo argomento.

Scrivere racconti erotici
Sono appassionata di racconti erotici e sto facendo una tesi sulla proliferazione dei racconti erotici nel web.  Invio questa richiesta  a diversi autori e gradirei se ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>I Racconti erotici creano tanto interesse?</h2>
<h2>In effetti, una delle frasi di accesso a questo blog è proprio racconti erotici</h2>
<p class="MsoNormal">Mi domando come mai tanto interesse attorno a questo genere di racconti: voglia di fantasticare, sognare, o semplice curiosità?<br />
E a quanto pare, non sono l&#8217;unica a domandarmelo. Per questo, ho deciso di riportare, previo consenso, un questionario che ho ricevuto alcuni giorni fa su questo argomento.</p>
<p><span id="more-157"></span></p>
<blockquote><h3>Scrivere racconti erotici</h3>
<p>Sono appassionata di <em>racconti erotici</em> e sto facendo una tesi sulla proliferazione dei racconti erotici nel web.  Invio questa richiesta  a diversi autori e gradirei se tu rispondessi al questionario che segue.</p>
<p class="MsoNormal">Leggo il tuo blog da tempo, seguo con interesse i tuoi post e i <em>racconti erotici</em>.</p>
<p class="MsoNormal"><span style="text-decoration: underline;">Domande:</span></p>
<ol>
<li>Avevi già avuto precedenti esperienze con la scrittura di romanzi o racconti erotici?</li>
<li>Hai mai pubblicato libri o  e-book di narrativa erotica?<em></em></li>
<li>Se no, hai in programma di farlo?</li>
<li>Qual è la forma che preferisci: romanzo o una raccolta di racconti di genere?</li>
<li>Preferisci scrivere solo <em>racconti erotici </em>o anche altre tipologie narrative?</li>
<li>Pensi ci sia differenza fra scrivere racconti in generale e <em>racconti erotici</em>?</li>
<li>Richiede una tecnica diversa la scrittura erotica?</li>
<li><!--[if<br />
!supportLists]-->I racconti erotici che scrivi, sono esenti da volgarità: c’è un confine fra racconti porno e racconti erotici?</li>
<li>Nel disclaimer dichiari che i tuoi racconti sono autobiografici: quanto incide la fantasia in ogni scritto? E&#8217; utile specializzarsi in scrittura di racconti erotici ?</li>
<li>In alcuni tuoi racconti non emergono forti accenti <em>erotici</em> anche se l’<em>erotismo</em> è presente: è un’esigenza stilistica o vuoi far emergere componenti non esclusivamente erotiche?</li>
<li>Vista la tua esperienza, hai pensato di scrivere una guida sul sesso o su racconti erotici</li>
<li>Scusa l&#8217;impertinenza, ma ho visitato tanti blog di letteratura erotica, alcuni sono attraenti come il tuo, ma la maggior parte è ripetitiva, sembrano racconti porno, non dei veri racconti erotici.</li>
<li>Perché un blog? Vuoi mandare un messaggio.  Se si, quale?</li>
</ol>
</blockquote>
<p><span style="text-decoration: underline;">La mia risposta</span></p>
<p>Sì, avevo già scritto diversi <em>racconti erotici</em> pubblicandoli qua e là nel web.</p>
<p>Non ho mai pubblicato un romanzo, né una raccolta di racconti, e non ho, per ora, in programma di farlo.</p>
<p>Io credo che un racconto possa essere bello e avvincente qualunque sia il genere e lo stile adottato. Se si tratta di racconti erotici, prediligo quelli non conditi da situazioni circostaziate, che, secondo me, sono una riproduzione di migliaia di film porno tutti simili.  I racconti erotici devono emozionarmi, farmi trasalire, immaginare, intuire, e per amplificare la valenza emotiva, devono o dovrebbero dare maggiore evidenza all&#8217;umore o stato d&#8217;animo dei protagonisti, piuttosto che alla sola &#8220;sessione&#8221; sessuale.</p>
<p>Il confine fra racconti erotici e racconti porno è tracciato proprio da questa differenza: gli erotici sono caratterizzati da una scrittura lieve, non esplicita,  e forse per questo, lasciano spazio all’immaginazione, conferendo allo stile  linguistico armonia ed eleganza, liberando l’immaginazione.</p>
<p>La differenza non è così sottile come si crede, perché il linguaggio  utilizzato nei racconti porno è molto diretto, dettagliato, e, per forza di cose, volgare, a differenza dei <em>racconti  erotici</em>.</p>
<p>Non ho nulla contro la scrittura porno, ma ritengo che ognuno di noi  abbia una propensione ad un linguaggio verbale in sintonia con il linguaggio  scritto.</p>
<p>Non so se ci sia una tecnica specifica per la scrittura di racconti erotici, una tecnica diversa rispetto ad altri generi narrativi. Io - e con questo rispondo alle domande 9, 10, 12, 13 - scrivo agevolata dal fatto che non devo fare sforzi di immaginazione, perché narro le mie vicende, senza aggiungere sale e pepe ad un piatto già fortemente caratterizzato. Tutti i miei racconti, infatti, hanno un comune denominatore&#8230; evidenziano lo stato d&#8217;animo che ha accompagnato, o forse animato, le vicende erotiche.  Non mirano a raccontare il <em>sesso</em> nelle sue varie sfaccettature, ma narrano la ricerca di una dimensione, e in alcuni passaggi, di un annientamento.  Il viaggio verso mete sconosciute e non pianificate&#8230; con la volontà, neanche tanto inconscia, di naufragare.</p>
<p>Non una fabula, ma un intreccio, che parte dalla fine per condurmi&#8230; forse &#8230; al punto di inizio, ovvero al punto di rottura e di metamorfosi totale che è avvenuta in me e che mi ha insegnato che la vita è piena di colpi di scena, talvolta spettacolari.</p>
<p>Mai dire mai! Questo è ciò che ho concretamente imparato e se può essere un suggerimento, consideralo una risposta all&#8217;ultima domanda.</p>
<h3>continua</h3>
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		<title>Ma perché rifiutiamo la realtà?</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 13:50:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kristalia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[i comportamenti tribali]]></category>

		<category><![CDATA[inchiesta: sesso e web]]></category>

		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>

		<category><![CDATA[sesso]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo mestiere che non risente crisi, che viene esercitato da sempre e mai cesserà, amato e disprezzato, invidiato e criticato, continua ad accendere dibattiti e ad infiammare gli animi.
Leggo lunghe discussioni attorno al Ddl &#8220;Carfagna&#8221;.
Ma tale provvedimento altro non è che una nuova occasione per riparlare di prostituzione.
Le donne inorridiscono, e posso comprenderlo, mentre non capisco gli uomini, non ne comprendo il disagio, in questo caso.

Non capisco perché ci si debba insabbiare trascurando gli sconcertanti numeri: 9 milioni di puttanieri,  una realtà incontrovertibile.
E quanti fra questi fanno i moralizzatori in ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo mestiere che non risente crisi, che viene esercitato da sempre e mai cesserà, amato e disprezzato, invidiato e criticato, continua ad accendere dibattiti e ad infiammare gli animi.</p>
<p>Leggo lunghe discussioni attorno al Ddl &#8220;Carfagna&#8221;.</p>
<p>Ma tale provvedimento altro non è che una nuova occasione per riparlare di prostituzione.</p>
<p>Le donne inorridiscono, e posso comprenderlo, mentre non capisco gli uomini, non ne comprendo il disagio, in questo caso.<br />
<span id="more-134"></span><br />
Non capisco perché ci si debba insabbiare trascurando gli sconcertanti numeri: 9 milioni di puttanieri,  una realtà incontrovertibile.<br />
E quanti fra questi fanno i moralizzatori in giro, fingendo sgomento per un problema-feccia della buona società?</p>
<p>Quello che mi impensierisce  non è il comune senso del pudore manifestato in buona fede, magari da chi conosce solo ciò che le varie inchieste confezionate alla rinfusa propongono e ce ne sono a bizzeffe.  Mi preoccupa l&#8217;atteggiamento dei maschi che predicano bene e razzolano male.</p>
<p>Tempo fa feci un giro sul blog di libero che parlava - come al solito - di prostituzione, e non trovai un solo uomo disposto a dichiarare il suo &#8220;vizietto&#8221;&#8230;  com&#8217;è?   Perché questa ipocrisia persino in luoghi protetti dall&#8217;anonimato, quali sono, appunto, i blog, forum, social e quant&#8217;altro?</p>
<p>I conti non tornano a maggior ragione se si considera che tutte le ragazze su &#8220;piazza&#8221; lavorano. Ovvero, se il numero delle sex worker è aumentato notevolmente in questi anni, significherà che ci sono milioni di maschi che ne fanno domanda?</p>
<p>Significherà che il mercato del sesso è uno dei più floridi?</p>
<p>Poi, le ragioni di tali scelte sono molteplici,  resta, però,  il dato concreto: ogni professionista ha un &#8220;parco&#8221; clienti da reddito consistente.</p>
<p>Allora questo bigottismo di facciata a me mette un po&#8217; paura&#8230; perché è proprio la causa dell&#8217;immobilità legislativa.</p>
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