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Mi vendo sul web

Inchiesta sul sesso a pagamento: mi vendo sul blog

inchiesta confezionata in una settimana. Una settimana di osservazione e di interviste a ben 10 o 12 sex worker, (altrimenti note come escort, girl loft, street, o più genericamente prostitute) oltre, naturalmente, al “monitoraggio” di siti di “settore” (specializzati nel sesso a pagamento), di vari blog delle professioniste e di forum di recensioni, più noti come forum di puttanieri orgogliosi e solidali.


Il resoconto pubblicato sul blog di Alessandro Gilioli inizia così:

«Per una settimana, circa, mi sono occupato di escort, lucciole, mignotte e via andare. Direi che è senz’altro il settore più efficiente dell’industria italiana: tutte e tutti rispondono in tempo reale, arrivano puntuali agli appuntamenti e non perdono tempo in chiacchiere inutili.»

Sì, l’articolo è bello e parzialmente vero, ma, ahimè, anche questo rispecchia soltanto una parte del reale fenomeno, sia dal punto di vista relazionale, che di marketing, che di investimento e, infine, di giro d’affari.

Il problema nasce essenzialmente dal fatto che una settimana non è sufficiente ad esplorare il fenomeno, data la sua vastità. Consente solo di sfiorarlo, ed inoltre, anche giornalisti seri, autorevoli, accreditati e scrupolosi non riescono ad avere tutti gli strumenti per affrontare un tema di tali dimensioni. Anche perché come si dice “fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio”.

Mi spiego: conosco due delle escort  intervistate e le dichiarazioni riportate non corrispondono alla loro quotidiana realtà, sia per la “quantità” di incontri, che per la “qualità” e prezzo…  Infatti, le stesse (confidandosi fuori dalle interviste) lamentano che la qualità dei clienti negli ultimi 2 anni è scaduta: quasi tutti cercano di trattare sul prezzo e, in questi tempi di crisi - complice anche la concorrenza agguerrita delle ragazze dell’est e delle “no-prof” che “si vendono per poco” - non riescono ad incontrare più di un cliente al giorno.  Affermazione che ha un implicito significato:

1) che gli incontri sono limitati a causa della attuale condizione economica del Paese, e non per scelta;

2) che la concorrenza ha ridotto i margini , sia per quanto riguarda il rate, che per quanto attiene il numero dei contatti;

3) che le dichiarazioni rilasciate ai giornalisti, in ogni tempo, sono strategie di marketing. E su questo terzo punto - strategie di marketing - si aprono le crepe e la mia obiezione: le interessate cercano visibilità e se riescono ad apparire in tv è ancor meglio. Le testate nazionali vanno ugualmente bene, a patto che si indichi chiaramente il nome della escort intervistata.

Va da sé che l’intervista sia “addomesticata”, finalizzata a creare curiosità e interesse da parte dei milioni di uomini assetati di notizie sul “puttanierato”.

Mi vendo sul blog è il titolo dell’articolo pubblicato su L’espresso, che sarà in edicola domani. Ma non è appropriato, poiché  la maggior parte delle professioniste non ricorre al blog, anche perché, fortunatamente per loro, non ne hanno il tempo.

È vero invece che quasi tutte annunciano la loro attività e i servizi offerti, sui siti preposti ad accoglierle (opportunamente divisi in sezioni: escort, girl, trans, etc …) a pagamento, si intende, anche perché quelli gratuiti non offrono adeguata visibilità.

Nei mesi scorsi ho pubblicato un’inchiesta piuttosto descrittiva, frutto di anni di osservazione, contatti, amicizie e quant’altro, da cui emerge un quadro diverso del grande fenomeno della prostituzione, si tratti di escort accompagnatrici, girl loft, squillo… il settore economico è quello.

È archiviata nella categoria I comportamenti tribali perché oltre a trattare approfonditamente il fenomeno dal punto di vista “manageriale” delle sex worker, si addentra nei meandri del forum che ha raccolto attorno a sé una quantità insospettabile di uomini.

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Set 4th, 2008 | Scritto da Kristalia | Categorie: Internet, i comportamenti tribali, inchiesta: sesso e web, prostituzione, sesso

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5 comments
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  1. Hai ragione. Anche io, da quando ho il mio blog, ho conosciuto diverse escort. Ascoltando le loro esperienze, mi sono accorto di come l’immagine che se ne ha comunemente sia distorta e superficiale. Questo ancor più in inchieste di una settimana, fatte perché l’argomento, come si dice, tira…

    Inachis

  2. E proprio perchè l’argomento “tira”, le copie vanno a ruba. La gente ha sete di sapere, in fondo dimostra interesse e disponibilità a conoscere una materia tanto discussa e “immorale”.

    Ma il problema vero - come tu ben sai - è che si continua a fornire un’informazione distorta e manipolata.

  3. per caso arrivo a leggere qui… sarò scemo io…
    Mi faccio escort!

  4. Luogo interessante, questo. Sono qui via pornoromantica, avevo letto il tuo commento.

    Percepii, in varie occasioni molta finzione, molta “immagine” anche in alcuni luoghi dello scambismo, non ho alcuna ragione di dubitare che la plastichina colorata e lucida con brillantini ricopra pure la confezione della prostituzione.
    La cosa paradossale è che si tende ad assumere un ruolo anche in contesti e situazioni che teoricamente non dovrebbero esserne interessati.
    Si arriva al paradosso di scambisti che espongono foto di lustri fa, o ritoccate o alle prostitute che dichiarano delle panzane ai giornalisti che le intervistano.
    A chi giova?

  5. ohps, scusa la ripetizione, problemi con il commentare, non c’è ritorno (feedback) sulla riuscita pubblicazione.

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